Parco Nazionale del Gran Sasso
Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga interessa ben 44 comuni distribuiti in cinque province. L'area del massiccio vero e proprio, inclusa in quella - più estesa - dell'intero Parco, costituisce un territorio ricco di storia e di antiche tradizioni, legate non solo all'agricoltura e alla pastorizia, ma anche all'artigianato pregiato ed alla cultura enogastronomica.
In tutto l'Abruzzo, ed anche nel contiguo Molise, antichi culti pagani furono inglobati nei riti cristiani, dando origine ad usanze religiose pregne di echi dionisiaci e di allegorie con il mondo della natura. A Campotosto, paese sull'omonimo lago, si svolge ad esempio, nella penultima settimana di agosto, il rito in costume della "sposa poiana", caratterizzato da una complessa simbolizzazione riguardante il matrimonio. In questo stesso comune i risvolti soprannaturali del rapporto con la divinità si concretizzano nella chiesa di Santa Maria Apparente, che la tradizione vuole edificata per volere della Madonna, apparsa, secondo la leggenda, il 2 luglio 1604 ad una fanciulla del paese.
Capestrano, centro affacciato sulla Valle del Tirino, risale all'epoca preromana, ma si sviluppò intorno al XII secolo, arroccato al Castello dei Piccolomini. Suscitò scalpore il ritrovamento, nel settembre del 1934, del "Guerriero di Capestrano", una statua in pietra di eccezionale interesse, alta più di due metri, caratterizzata da un ampio elmo circolare, la cui datazione sembra collocabile intorno al VI secolo a.C. Sul piedistallo della statua è incisa un'iscrizione, MA KUPRI KORAM OPSUT ANANIS RAKI NEVII, il cui significato non è, ancora oggi, chiarito. Il "Guerriero" è utilizzato, spesso, nell'iconografia della Regione Abruzzo.
Alla sinistra del fiume Tirino, vi è l'antica chiesa di S. Pietro ad Oratorium, fondata da Desiderio, l'ultimo re longobardo, nel 756 d.C. Murato nella facciata della chiesa è incastonato un quadrato magico (quadrato del Sator), recante un'iscrizione palindroma che può essere letta in qualunque direzione. L'iscrizione, incisa al rovescio, dice: "SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS"; non si tratta di un semplice palindromo come "Anna" o "1991", poiché le parole sono disposte in una matrice che rende possibile la lettura per righe e per colonne in tutte le direzioni. Le frasi del quadrato significano: "Il paesano tiene le ruote al carro con attenzione". Erano le frasi principali dei primi cristiani che s'installavano in Italia in epoca Romana, allorché erano ancora perseguitati.
Castelli, in provincia di Teramo, è un comune rinomato, fin dall'età barocca, per le ceramiche. Le prime testimonianze di questa lavorazione artigiana nel comune risalgono al Duecento, ma è solo nel XVI secolo che il paese diventa famoso, presso le corti europee, come centro di produzione dei «vasellamenti nobili di candida terra» (fra' Serafino Razzi, 1575). Tipici del periodo settecentesco sono i grandi piatti e le zuppiere fiorate, mentre il "fioraccio" è un motivo decorativo più proprio dell'Ottocento.







